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NUOVA RUBRICA – SENSIBILITA’ FILOSOFICA

Pragma è lieta di presentare una nuova Rubrica del Blog!

Sensibilità filosofica
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Rubrica quindicinale  di commenti e riflessioni critiche su “attualità filosofiche” a tema, a cura di Stefania  Contesini ed Elisabetta Zamarchi.

Primo tema, estate/autunno 2018: L’io diviso, ovvero della separazione, riflessioni sui conflitti/separazioni  della soggettività contemporanea


DISSONANZE NELL’IO E RISONANZE FILOSOFICHE
Elisabetta Zamarchi
15. 07. 2018

Dissonanze nell’io, l’espressione nomina una forma di disagio  che spesso affiora nelle domande di coloro che si rivolgono a una consulenza filosofica: sono domande che lasciano intravedere l’esperienza di una dissonanza interiore, percepita senza una precisa comprensione della sua eziologia, ma non come un vissuto di scissione, quanto piuttosto un vissuto di separazione tra sé e sé che si attiva nella relazione con il mondo e gli eventi.
 In alcune vite la dissonanza nell’io è il segnale della separazione tra un’istanza di fedeltà alla propria etica o al proprio desiderio e l’istanza di rispondere a un contesto lavorativo o sociale che richiede l’adesione a un modello di performatività pubblica e privata. Il che a volte non è compatibile con l’aderenza a un certo orizzonte di valori oppure, molto più di frequente, la richiesta continua di elevate prestazioni non è materialmente reggibile dalle caratteristiche della propria personalità.
In altre esperienze la dissonanza si manifesta quando la seduzione di poter vivere un’esistenza flessibile, grazie all’infinita offerta di combinazioni possibili, rivela i suoi strappi e le sue contraddizioni. Perché la dilatazione del possibile contiene il pericolo che le esperienze si risolvano solo in proiezioni immaginarie senza mai alcun radicamento nello spazio e nel tempo.  Se si perdura a lungo nella seduzione dell’immaginario, i riscontri negativi, le azioni senza successo rifluiscono pesantemente sul sentimento di realtà, facendo perdere di vista l’origine e la natura di quel determinato fallimento, che viene imputato o all’indifferenza ostile degli altri,   all’accanimento del destino o alla propria inadeguatezza.
Quel che accomuna i due diversi vissuti di separazione è il fatto che l’emergere di nuovi modi di vivere, e con essi i grandi cambiamenti sociali ed economici, interviene nell’esistenza quotidiana senza che ve ne sia consapevolezza. La nostra coscienza è  sempre in ritardo rispetto all’esistenza, così che ognuno di noi si appropria di una parte infinitesimale delle cose che percepisce; il che accade più che mai nella post modernità. Infatti, la continua accelerazione del tempo che caratterizza le vite contemporanee non lascia più il tempo dell’elaborazione interiore delle esperienze, crea solo <<agitazione per il tempo>>  e di conseguenza dissonanze nell’io.
Dissonanza è un termine estrapolato dal lessico musicale, che designa qualsiasi accostamento con effetto disarmonico o di contrasto. Il disagio di tante vite, che si esprime spesso in una relazione filosofica con domande incerte e non definite,  si inscrive nella disarmonia di messaggi, suoni, immagini a cui siamo quotidianamente sottoposti, in questo tempo più che in ogni altro anche per la moltiplicazione di risonanze, di amplificazioni ad effetto di voci, notizie, seduzioni mediatiche che generano discordanze.
Ma la parola risonanza, nel linguaggio comune, traslato dal lessico della fisica acustica, rimanda  anche a echi o ad amplificazioni armoniche, così come accade, ad esempio, quando eventi e persone ci fanno vibrare positivamente. In tal caso le  risonanze sono positive perché  ampliano il nostro punto di vista o ci danno un senso di prossimità,  quasi  come ritrovarsi a casa propria. A volte basta poco, una frase in un testo che risuona perché sa mettere in parole puntuali e perspicue sfumature recondite o non esplorate della nostra personalità.  E tali risonanze  possono aiutarci, con l’eco di voci o pensieri diversi, a mettere in luce le ragioni composite della nostra dissonanza interiore.
Incontri estemporanei, relazioni privilegiate, eventi casuali o programmati possono creare assonanze di linguaggi e risonanze in noi. Fare della filosofia un luogo materiale e simbolico di risonanze fertili di aperture del pensiero è il nostro obiettivo, in quanto professionisti delle pratiche filosofiche, attraverso relazioni di ascolto, relazioni plurime di gruppo e attraverso eventi.
Un evento recente, di fine giugno, un festival filosofico a Marigliano, città della Campania felix, ci segnala la giustezza dell’intento e della direzione. Il festival, non a caso titolato Risonanze filosofiche con tema Noi e la città, è stato ideato da un giovane filosofo dell’associazione culturaleOltremarigliano, Francesco Prudente, allo scopo di creare nuove aperture di pensiero in un territorio, un tempo Felix, e oggi brutalmente divenuto terra dei fuochi, terra di discordanze e dissesti materiali e spirituali.
La filosofia – tramite comunicazioni frontali, workshop, laboratori per giovani e meno giovani, dibattiti tra studenti liceali – è stata il mediumper far apparire risonanze inedite alla città, diverse modalità di lettura del presente e ha consentito ai tanti intervenuti di mettere in parole le proprie individuali  dissonanze nei numerosi momenti di confronto plurimo.
Un successo della pratica filosofica, nella direzione indicata da Wittgenstein nelle Ricerche Filosofiche: “La filosofia è una battaglia contro l’incantamento del nostro intelletto per mezzo del nostro linguaggio” (n. 109). L’incantamento dell’intelletto in questa post modernità è un rischio diffuso, per l’eccesso di comunicazione in cui siamo irretiti. Comunicazione che, di fatto, non comunica, perché il senso del munus, il dono, implicito nell’etimo di comunicare, si è totalmente perduto a favore dell’efficacia  persuasiva del messaggio.
Smarrito il valore del dono, la comunicazione avvolgente dell’oggi risuona con il rimbombo confuso del sovrapporsi di voci disparate, senza perciò riuscire ad attivare echi di risonanze positive negli individui, quanto piuttosto esperienze di separazione nell’esposizione a istanze diverse  e spesso contraddittorie.

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