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Martha Nussbaum, la pandemia e l’importanza della filosofia come pratica – A cura di Maddalena Bisollo





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“Non c’è futuro senza generosità e ragione”. 

M. Nussbaum, Rabbia e perdono


In un articolo di Hugo Alconada Mon, apparso su La Nacion il 26 aprile 2020, Martha Nussbaum, illustre filosofa americana, descrive questo momento storico come un terremoto sanitario, politico, economico e sociale, che altresì ci offre una possibilità di apprendimento e in particolare “una grande opportunità per aprire le nostre vite alle realtà altrui”.

Nussbaum, infatti, ritiene che tra le persone stia maturando la consapevolezza che, se ne usciremo, lo faremo insieme, così come altrettanto insieme potremmo soccombere. Il tempo che ci è dato per riflettere, maggiore del consueto, è necessario quindi che sia utilizzato con intelligenza.

La filosofa risponde all’intervistatore da Chicago, nello stato dell’Illinois, che da poco ha registrato un altissimo numero giornaliero di casi: 2.724, arrivando a un numero totale di infetti di 39.658.

Nussbaum riconosce la gravità della situazione e, come tutti, ha paura. In questo frangente, più che mai, ritiene che sia di fondamentale importanza rivolgersi alla filosofia. In questi tempi di pandemia e quarantena, la riflessione filosofica ci consente di rivolgerci con competenza a “quelle domande che chiunque voglia vivere bene dovrebbe porsi”.

Che cos’è una vita buona? Cos’è la giustizia sociale? Cosa intendiamo per società giusta? Quali sono le nostre emozioni e come possono facilitare oppure ostacolare i nostri sforzi per essere migliori?

Nussbaum ha insegnato alle università di Harvard, Brown e Oxford prima di trasferirsi all’Università di Chicago. Tuttavia, non è una filosofa che si possa considerare come un’accademica chiusa in una torre d’avorio: da sempre difende con passione i diritti delle minoranze, si è fatta portavoce delle rivendicazioni femministe e ha promosso il fondamentale rispetto per le altre culture. Inoltre, preferisce parlare della filosofia come un esercizio quotidiano, piuttosto che come una disciplina riservata ai professionisti.

Continuando l’intervista, la filosofa sostiene che sarà necessario un “cambiamento nella politica generale” e per assolvere questo compito la filosofia è “urgente.”

Oggi esiste il concreto pericolo che l’isolamento ci separi dagli altri, poiché la paura ci rende “iperconsci dei nostri corpi” e della loro fragilità e d’altra parte è sempre più ricorrente l’incontro con altri attraverso uno schermo, su internet. Tuttavia, ci sono anche ottimi esempi di solidarietà e di attenzione per le realtà vissute dalle altre persone.

Nussbaum riserva buone parole per i giornalisti che hanno saputo, in Illinois, rendere presente le difficoltà della comunità degli afroamericani, tra i quali il Covid19 ha mietuto la maggior parte delle sue vittime. Questo ha permesso alle persone “che hanno ignorato a lungo le lamentele delle minoranze sulle disuguaglianze nella sanità, nell’abitazione o nell’accesso a una buona alimentazione”, di provare maggiore empatia.

Nussbaum afferma inoltre di conoscere molti uomini e donne che, essendo benestanti, aiutano chi ha bisogno e sostengono la comunità, anche sovvenzionando gli enti culturali ed educativi a rischio.

Sul futuro, la filosofa preferisce non azzardare previsioni, considerandolo “irresponsabile”. Anche se, naturalmente, è forte la speranza di essere finalmente divenuti tutti più consapevoli che sia necessario agire insieme e in modo intelligente per risolvere i problemi.

Nussbaum si augura che i governi siano in grado di fornire a tutti un’adeguata protezione contro la disoccupazione e per la tutela della salute e che le piccole imprese possano usufruire di una qualche rete di soccorso.

Ma perché in tutto ciò la filosofia è così importante?

“C’è un senso di urgenza. E la filosofia è [sottolinea il termine] urgente”: se non prestiamo attenzione alle domande su che cosa sia una vita buona o che cosa significhi una società più giusta, “se non prestiamo attenzione a questi interrogativi e non li studiamo”, “è molto probabile che risponderemo a queste grandi domande in fretta, in un modo indegno della nostra capacità di riflessione”.

Inoltre, sottolinea Nussbaum “la filosofia è divertente! È davvero stimolante porre e discutere le grandi domande”.

Per fare un esempio di questo aspetto piacevole e coinvolgente della filosofia, Nussbaum racconta di una sua collega che ha dato vita a un gruppo informale di dialogo e discussione con i propri studenti (non solo studenti di filosofia), sulle grandi domande dell’esistenza e della politica. Sono incontri che hanno luogo a mezzanotte, quando ancora molti giovani sono svegli. Il gruppo si chiama Night Owls e comprende sempre due insegnanti: lei e un ospite. Ben 250 studenti partecipano solo per l’amore delle domande e il risultato è sempre interessante e “imprevedibile”.

“Ora, durante questa crisi, non possono incontrarsi fisicamente nella mensa universitaria come fanno di solito, ma si connettono e parlano nel mezzo della notte, e il gruppo è oggi più popolare che mai. Voglio dire, quando sei confinato in casa, cosa c’è da fare a mezzanotte se hai 18 anni e vivi con i tuoi genitori? E improvvisamente puoi parlare come un adulto della tua vita ed entrare in contatto con i tuoi amici parlando della loro vita. È qualcosa di molto prezioso. La filosofia non dovrebbe essere limitata alle università, ma dovrebbero esserci molte occasioni informali per coloro che lavorano”.

Nussbaum dice di adorare le conferenze tenute nelle librerie e in altri luoghi informali, in cui le persone partecipano e discutono insieme.

La filosofa, inoltre, è anche una grande appassionata di musica.

“Ascolto molto, in particolare l’opera, e ho ascoltato di nuovo quasi tutte le opere di Mozart e ora sto facendo lo stesso con Verdi. Li ascolto mentre faccio gli esercizi mattutini sul tapis roulant o sulla cyclette e spesso ascolto la stessa opera prima di passare a un’altra. Ora sto ascoltando l’Aída e questo implica che la riascolterò nella mia testa mentre vado a dormire. Lo amo! In effetti, ciò che Verdi e Mozart hanno in comune è una grande compassione per gli esseri umani nella loro grande varietà e con tutte le loro imperfezioni”.

Da parte nostra, ringraziamo Nussbaum per aver sottolineato una volta di più l’importanza di una filosofia pratica che sia in grado di incontrare la vita delle persone e per aver portato testimonianza del ruolo fondamentale rivestito dalla cultura e dall’arte, anche e soprattutto in tempi di emergenza.

Senza speranza, generosità, bellezza e filosofia, che cosa ne sarebbe, infatti, della nostra umanità?

 

Articolo a cura di: Maddalena Bisollo

 

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