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LA PUBBLICITA’ CHE RENDE INVISIBILI.Se Socrate in Italia va al Cinema da 15 anni ma nessuno lo sa

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LA PUBBLICITA’ CHE RENDE INVISIBILI

Se Socrate in Italia va al Cinema da 15 anni ma nessuno lo sa

[Si informano i lettori che la Redazione di La Repubblica Bologna, ha gentilmente accolto la nostra riflessione, modificando l’articolo menzionato nel corso di questo contenuto del Blog]

Prendo spunto per questa breve riflessione da un articolo da poco apparso su La Repubblica – sezione Bologna, intitolato “Faenza: tutti al cinema poi si discute come ai tempi di Socrate”, 1 aprile 2019.

Si tratta di un articolo che pubblicizza un evento del territorio faentino assai importante e significativo, in cui

“si guarda il film, in questo caso “Ex machina” , ci si siede in cerchio e poi scatta il dibattito filosofico come ai tempi di Socrate. Domande del tipo: cos’è la coscienza? Uomo e robot: c’è una differenza? cosa caratterizza l’umano, ovvero cosa fa dell’uomo un uomo?”.

Bellissimo e giustamente pubblicizzato, l’evento si protrarrà per diverse serate e prevede contributi importanti, tra cui quello del Prof. Umberto Curi, autore di importanti saggi filosofici dedicati al rapporto tra filosofia e cinema e socio onorario Pragma.

Se l’evento in sé è ottimo ed encomiabile la volontà di diffonderne la conoscenza su un quotidiano online a larga diffusione, tuttavia la modalità comunicativa scelta per questa pubblicità lascia piuttosto perplessi.

Il sottotitolo in calce recita:

La rassegna promossa dall’associazione “Filò” è la prima sperimentazione in Italia di dialogo filosofico applicato alla visione di un film.

Affermazione ripresa più volte poi nel corso del testo dell’articolo, allo scopo evidentemente di incuriosire il lettore a questa “assoluta originalità” (cit.).

Come sanno benissimo tutti coloro che si occupano a vario titolo di consulenza filosofica e pratiche filosofiche, la bella iniziativa faentina non rappresenta né la prima e neanche una delle prime proposte di sperimentazione di dialogo filosofico applicato alla visione di un film in Italia. Una tale applicazione concerne una pratica filosofica consolidata che ha un nome specifico: Cine-Philo. come il più delle volte viene definita.Essa viene promossa da decenni nell’ambito del Movimento Internazionale delle Pratiche Filosofiche, ha avuto iniziale diffusione in Francia (sotto la scorta anche del successo dei CafèPhilo parigini di Marc Sautet, altra pratica filosofica aperta al grande pubblico), per poi diffondersi in tutta Europa e anche in Italia a partire dai primi anni Duemila.

Da molto tempo consulenti e counselor filosofici, promuovono tale pratica sul territorio nazionale e si occupano di formazione in questo campo.

Una delle prime definizioni pubblicate del metodo e degli strumenti nel nostro Paese, è del 2013: si tratta del lemma “CinePhilo” a mia firma, in AA.VV. Dizionario delle pratiche filosofiche e del counseling filosofico, Milano, Mimesis – Prefazione Prof.Umberto Galimberti e a Cura di L.Nave, G.Marinelli, E.Zamarchi.

Tale definizione mi fu allora affidata in considerazione dell’esperienza nell’organizzazione  e conduzione di diversi laboratori di CinePhilo proposti nell’ambito della cura delle dipendenze, risalenti agli anni 2006, 2007, 2008 (Cfr. “Pensieri stupefacenti” in  AA.VV. Tra il dire e il fare. Saggi e testimonianze sulla consulenza filosofica, Milano, Mimesis, 2010 – Prefazione Prof. Umberto Galimberti e a Cura di L.Perissinotto e A. Rossi).

L’articolo di La Repubblica edizione Bologna è solo uno dei tanti esempi di come la pubblicità e la diffusione delle pratiche filosofiche in Italia si configuri spesso come pubblicizzazione di singoli eventi ed iniziative quasi fossero “a sé stanti” e non parte di una rete di eventi Internazionali e Nazionali di grande rilevanza. Presentare il questo modo la consulenza filosofica e le pratiche filosofiche significa ridurle costantemente a perenni “prime sperimentazioni”, misconoscendone infine l’ultra decennale consolidamento e il successo ad ampio raggio.

È questa la pubblicità che rende invisibili.

In secondo luogo, mi sembra doveroso osservare un’altra caratteristica di questo articolo, che lo accomuna ancora una volta a tanti altri simili: la poca chiarezza relativa agli strumenti e alle pratiche che vengono menzionate.

Sono riportate queste dichiarazioni di uno dei promotori dell’iniziativa:

“Non è un cineforum, si guardano film d’autore e poi adottiamo i metodi del dialogo socratico: dopo la visione noi esperti guidiamo il confronto – spiega Enrico Liverani, tra i promotori – ci risulta essere, con questo metodo, la prima iniziativa in Italia”.

Poco più sotto, questa proposta viene così spiegata dal giornalista:

“Il metodo è quello approdato in Italia con la Philosophy for Children. In questo caso l’esperienza estetica del cinema d’autore si incontra con la pratica della filosofia”.

Il dialogo socratico, come ciascun esperto di pratiche filosofiche sa bene, indica una metodologia ben precisa, ideata da Leonard Nelson nei primi anni del Novecento ed utilizzata ampiamente nell’ambito del Movimento Internazionale delle Pratiche Filosofiche (Cfr. “Il dialogo socratico”, di Paolo Dordoni per l’editrice Apogeo). Si tratta di una pratica che segue un preciso protocollo, spesso applicata in contesti scolastici, aziendali, educativi, sanitari, ecc. Una pratica che tra l’altro non sembra particolarmente adeguata ad un cine-philo, dato il tempo richiesto per la sua attuazione (può durare da parecchie ore a interi giorni).

Una pratica inoltre assai diversa da quella citata poco più avanti della Philosophy For Childrendi M. Lipman, anch’essa riferita oggi ad un preciso protocollo formativo (legato strettamente all’utilizzo dei testi scritti da Lipman, e in Italia promosso in particolare dal CRIF – Centro di Ricerca sull’Indagine Filosofica e dal Master Universitario diretto dalla Prof.ssa Marina Santi a Padova).

L’accostamento delle due pratiche come se fossero la medesima cosa non appare rispettoso delle diversità di approccio alla riflessione che esse propongono.

Da anni lavoriamo, in Pragma come in altre associazioni nazionali, per una corretta informazione in merito alla consulenza e al counseling filosofico e alle diverse pratiche filosofiche, cercando di promuoverne la diffusione in una dimensione di chiarezza e trasparenza, nel rispetto dei professionisti e a tutela dell’utente.

In tante scuole di Consulenza filosofica, Counseling filosofico, Pratiche Filosofiche si insegnano con serietà i metodi e le pratiche del Cinephilo, del dialogo socratico, della Philosophy with children e della Philosophy for children.

La pubblicità che rende invisibili gioca contro a tutto questo impegno, compreso infine quello degli stessi organizzatori dell’evento pubblicizzato.

È del tutto evidente che presentare sui giornali le pratiche filosofiche in termini di “novità” aiuti ad incuriosire il pubblico e a far leggere le notizie, ma ciò è possibile anche senza ogni volta indicare le pratiche stesse come esperimenti locali allo stato embrionale e/o come generici “dialoghi filosofici” vagamente o confusivamente definiti.

Molte pratiche filosofiche constano di metodi strutturati di verificabile e internazionale successo.

In conclusione, colgo l’occasione per invitare tutti gli amici e colleghi interessati – di ogni associazione e formazione – ad inviarmi via email le iniziative di CinePhilo che abbiano organizzato, cui abbiano aderito o partecipato: l’intenzione è di elencarle a suggello di questo breve contributo…e dare a ciascuno, in rete con tutti gli altri, la giusta visibilità.

Dunque, buon cinephilo a tutti!
Dr.ssa Maddalena Bisollo

ELENCO INTER-ASSOCIATIVO EVENTI CINEPHILO

Dr.ssa Maddalena Bisollo, Venezia Mestre (VE), presso CeIS Don Milani – anni 2006-2008 + attività di formazione in CinePhilo e Laboratori di Estetica Pratica in collaborazione con SpazioFilosofante www.spaziofilosofante.com  e Pragma. Società Professionisti Pratiche Filosofiche;

Dr. Tobia Bianco, Comune di Sacile (PN), 2005-2007. Vedi contributo dell’autore in op.cit. Tra il dire e il fare ;

Dr.Pasquale Indulgenza, Comune di Imperia, Cinephilo in collaborazione con l’Associazione “Michele de Tommaso”;

Dott.ssa Giusy Desirèe Cavalieri, Comune di Pino Torinese (TO), Cinephilo entro la rassegna “Cinema Diffuso”;

Dr.ssa Beatrice Bianchini, Cinephilo e laboratori filosofici per immagini, Roma.

Dr. ssa Paola Saporiti, Laboratori di Cinema e Filosofia a Scuola e in Carcere, Milano Bollate. 

[in aggiornamento]

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